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   <title><![CDATA[                          *OperettAmorale*]]></title>
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   <description><![CDATA[<font color="#0000ff">
<p align="right"><font color="#cc3366"><strong><br /><font color="#000000">.</font><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />Lern im Leben die Kunst, <br />im Kunstwerk lerne das Leben. <br />Siebst du das eine recht, <br />siebst du das andere auch. <br /><br />&#91;F. Holderlin&#93;</strong></font><a href="http://www.thatsweet.net/graphics/art002/art002gravatar.jpg"></a></p>
</font><font color="#cc3366"><strong></strong></font>]]></description>
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   <pubDate>Wed, 07 May 2008 10:40:30 +0200</pubDate>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font color="#339999" size="2">Sono le due e mezza di notte, nessuno gira per la casa. Nessuno &egrave; rientrato. Se non ci fosse il ronzio di questo vecchio trabiccolo lasciato acceso, mi immagineresti immersa nel vuoto pi&ugrave; vuoto a contare i respiri che faccio dalla porta al mio letto. Mi capita spesso di salire le scale e fermarmi 10 secondi a riprendere fiato prima di inserire la chiave nella serratura, ed ogni volta dico a me stessa che <em>da domani smetto. </em>Di fumare, naturalmente<em>.&nbsp;<br /></em>Ma la forza di volont&agrave; non &egrave; mai stata una compagna troppo affidabile nella mia vita.<br /><br /><img height="347" alt="" width="230" src="http://www.spokane7.com/images/2005/feb/4/mojito.jpg" /><br /><br />Il capellone davanti all'entrata del rockness profuma di cannabis e sudore.&nbsp;Ci guarda ed&nbsp;ammicca come fossimo studentesse&nbsp;sexy in divisa in gita scolastica alla fiera delle vanit&agrave;. I suoi occhi cadono sulla mia gonna scozzese, le labbra rosse di Stefania e la frangia strana di Martina, che continua a ridere per gli ultimi aneddoti su un nostro compagno di classe, un idiota di 21 anni che per fare la sua figura da coglione si lev&ograve; le scarpe sotto il banco durante la terza prova.<br />Saliamo al piano di sopra. Luce giusta, musica&nbsp;sudata di sottofondo, cocktails afrodisiaci e disinibitori, pistacchi e nachos a fiotti nella bocca e in mezzo alle gambe, grandi poster appesi ovunque e riti drogati. Giovanotti mondani stretti nelle loro felpe e seduti a cerchio attorno a un tavolino si passano materiali ed accendini variopinti. A turno aspirano&nbsp;da cartavelina bianca arrotolata la loro bramata porzione. Il porta-cocktail tarda ad arrivare per il secondo giro, cos&igrave; afferro per un braccio la mora e la trascino ancora ebbra e ridente al bancone. Il negretto di cui non ricordo il nome sorride e ci chiede cosa ordiniamo, ma anche lui non riesce a contenere le sue pupille che silenziosamente fissano la scollatura esagerata e le spalline nude di Marty, su cui fa capolino una spettacolare fata dark in posa succinta. E' indubiamente affascinante la mia amica. Avvolta in uno schianto d'abito nero cintato di borchie e catenelle da copione, i suoi occhi semichiusi e le labbra fine ma delicate,&nbsp;il suo caschetto liscio e innaturalmente&nbsp;nero pipistrello. Afferriamo le nostre bevande e torniamo su dove, con nostra sorpresa, troviamo Stefania immersa in una conversazione profonda con Alessandro-bellicapelli&nbsp;e compagnia al&nbsp;seguito.&nbsp;<br />Cio&egrave; lui sarebbe il titolare del pub. <br />Un incrocio tra l'attuale Lou Reed e <em>il fu giovine</em> Robert Plant. <br />Ci sediamo e lascio aderire la schiena contro un divanetto jollatissimo. <br />Lascio che un certo Federico mai visto e conosciuto mi offra la cannuccia del suo Mojito. Lascio che l'atmosfera si colori di medio-euforia. Lascio che la mia testa volteggi. Lascio i miei occhi creare prospettive al tungsteno che assorbano volti, chiome, mani e corpi. Lascio che la spettatrice sia io per una volta e mi godo lo spettacolo in totale smarrimento sensoriale.<br />Marty&nbsp;mi scrocca una sigaretta e mi fa: &quot;-<em>Andiamo, su&quot;.</em><br />E sfreccia la sua Opel corsa bianca lungo queste strade ormai imparate, dove la notte sembra color blu acido in questi vialetti alberati e luccicosi. Tutto molto romantico. Vorrei quasi andarmene a piedi per queste strade tutta la notte.. aspetto soltanto di fare pi&ugrave; pratica con la macchina.<br />Un bacio di congedo e salgo per le scale del mio palazzo, restando immobile&nbsp;per 10 secondi davanti alla porta a recuperare fiato e cercando di distinguere le chiave della serratura da quella del portone. Mi dirigo in camera, infilo short estivi e la magliettona XL dei Cure fasulla comprata svariati anni fa a Termini, mi butto sul divano coi piedi sulla spalliera e concludo il giorno. <br />Vivo la notte, perch&egrave; mi rende serena. Ultimamente sono pi&ugrave; le volte che dormo in tarda serata e resto sveglia col buio.. come a voler restare ancora un po' in vita e a contatto di un'intimit&agrave; che di giorno ci &egrave; negata.<br /><br />Sono le 3 passate e mia madre non torna.<br />Chiudo. <br />E buonanotte.</font></p>]]></description>
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       <pubDate>Wed, 07 May 2008 03:21:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[Notte]]></title>
       <description><![CDATA[<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p align="center"><img height="453" width="600" alt="" src="http://i176.photobucket.com/albums/w181/MonellaRock/eliroseok-1.jpg" /></p>
<p><br /><br /><br /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font color="#cc3333" size="2">Notte, accogli tu le mie spoglie. <br />Fa freddo nella mia stanza e il pensiero si fa pesante,</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font color="#cc3333" size="2">il ciglio batte malvagio sul corpo, che non frena le sue voglie<br />e si concede alle lenzuola come una fanciulla col suo amante.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><br /><font color="#cc3333" size="2">Notte, ti offro il candore della mia pelle:</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font color="#cc3333" size="2">&egrave; un po&rsquo; smaccata, rovinata, graffiata,<br />ma tu saprai lenire la carne, con la linfa delle stelle</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font color="#cc3333" size="2">sparse nel fresco infinito della distesa maculata.<br /><br />Notte, fa&rsquo; della mia verginit&agrave; la tua anfora di quiete,</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font color="#cc3333" size="2">riponi la tua oscurit&agrave; nella mia quando il sole tace</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font color="#cc3333" size="2">perch&eacute;, quando tu sei presente, le Ore muoiono liete</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font color="#cc3333" size="2">per rinascere di giorno e con forza pi&ugrave; audace..<br /><br />Notte, col bacio universale salda il nostro incontro,<br />prima che il ghiaccio immobilizzi anche le ginocchia</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font color="#cc3333" size="2">contornate da petali morti imbevuti d&rsquo;assenzio,</font></p>
<span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font face="Verdana" color="#cc3333" size="2">e la pazzia gridi una sola nota acuta <br /><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span>-nella mia testa-<br /><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>a sovrastare il silenzio.<br style="mso-special-character: line-break" /></font><br style="mso-special-character: line-break" /></span>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 02 May 2008 01:37:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font color="#008080" size="2">Oltre 60 minuti. <br />Piango, singhiozzo, ingoio, tremo. <br />Ininterrottamente tutto questo, troppo, e&nbsp;quasi mi spaventa.&nbsp;<br />La gola brucia e anche il lato della narice sinistra e adesso anche gli occhi e Buckley non aiuta affatto, ma serve una musica di&nbsp;sottofondo per insaporire la tragedia, perch&egrave; a me piace essere un po' tragica e in quest'atto so interpretare la parte ad arte.<br />Consonanze. <br />Continuo a singhiozzare e gli occhi faticano a guardarsi. Aspettavo quest'implosione da tempo ma come la diva pi&ugrave; arrogante si lascia desiderare, e quando arriva&nbsp;fa pi&ugrave;&nbsp;danni di un tifone estivo. La sensazione &egrave; surreale, &egrave; immobile, io sono immobile, io non mi capisco, io non capisco nessuno, e se cerco di interpretare le persone ecco che sento come se mancasse qualcosa per completare il quadro. E allora mi blocco e rimurgino, perch&eacute; mi mancano i punti di riferimento, e dunque se il mio flusso di coscenza non trova una fossa accogliente in cui defluire, i pensieri mi rimbalzano nella testa come una pallina del flipper. <br />Inevitabilmente, <strong><font color="#ffcc00">TILT.</font></strong><br />Penso che la pi&ugrave; profonda sofferenza sia quasi paragonabile alla morte, ed io mi ci sento&nbsp;completamente sommersa. Mi guardo allo specchio e noto che quando piango&nbsp;i miei occhi diventano scintillanti e belli&nbsp;come non mai; mi viene in mente la scena in cui Romeo uccide Tebaldo, e resta 2 lunghissimi minuti con la bocca spalancata e lo sguardo perso sul cadavere, mentre la telecamera effettua un primo piano violento sui suoi occhi che si inumidiscono per le lacrime. Piange perch&eacute; ha ucciso un uomo? Piange perch&eacute; la giustizia far&agrave; il suo dovere e verr&agrave; punito? Piange perch&eacute; non si credeva capace di questo?&nbsp;O piange perch&eacute; soffre di aver dovuto compiere&nbsp;un gesto del genere per amore?<br /><br /></font><font color="#008080" size="2">Tuttavia&nbsp;mi sento stupida a piangere cos&igrave;, e allora mi faccio un p&ograve; epicurea anche io perch&egrave; in fondo&nbsp;la morte non &egrave; nulla per noi, e come Meneceo ci credo, e c'ho sempre creduto, e devo crederci ora pi&ugrave; che mai, bene e male sono sensazioni, l'anima &egrave; atomistica, disgregandosi la percezione &egrave; impossibilitata, qualunque percezione anche quella del male, la morte non sussiste davanti alla morte. E cos&igrave; nemmeno la sofferenza. <br />Non puoi soffrire per una cosa che non esiste. <br />Ma la&nbsp;paranoia &egrave; proprio questo..<br /><br />Ho le manette.</font></p>
<p align="center"><font color="#008080" size="2"></font></p>
<p align="center"><em><font style="BACKGROUND-COLOR: #3366ff"><font style="BACKGROUND-COLOR: #cc0066" color="#ffffff" size="2">teatri vuoti e inutili potrebbero affollarsi<br />se tu ti proponessi di recitare te<br /><br /><br /><strong><font color="#ffff00"><font style="BACKGROUND-COLOR: #000000"><font size="5">*</font><br /></font></font></strong></font></font></em></p>
<p align="center"><font size="2"><br /><br /><font color="#008080"></font></font></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 28 Apr 2008 01:25:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><font color="#ff0066"><img height="338" width="500" alt="" src="http://whosthegrownup.com/wp-content/uploads/Keep_your_mouth_shut.jpg" /><br /><br />La diagnosi non c'&egrave;, ma i sintomi immobilizzano ogni parte vitale nel vero senso della parola. Accade quando ogni voglia di fare si&nbsp;spegne, quando smetti di&nbsp;dare senso alle cose, quando vedi buio anche se il sole t'acceca.&nbsp;<br />E tutto&nbsp;si ricollega&nbsp;forse proprio&nbsp;a quell'estate crudele,&nbsp;quando le mie serate hanno cominciato a&nbsp;collassare nel sonno e nel fumo, nel cibo e nell'apatia, nell'inadeguatezza delle relazioni interpersonali e nella perdita di stimoli. <br />Accade quando passo ore&nbsp;con un computer acceso o con un libro in mano,&nbsp;mentre invece&nbsp;potrei fare troppe, tante cose ma quando vado in giro a una cert'ora l'unica voglia che mi assale &egrave; quella di tornare a casa. E' un periodo di transizione che dura mesi, che sembra non sparire, che sembra non essere un <em>trans</em>, ma piuttosto un <em>ab</em> che si prolunga nel tempo. Sembra un circolo vizioso in cui mi lascio inghiottire come i rimasugli del minestrone che precipitano nel buco del lavandino, e&nbsp;allora cerco di fuggire lontano a bordo della mia nuova compagna di spostamenti, il pescecane grigio metallizzato,&nbsp;col volume della radio alzato&nbsp;finch&eacute; non&nbsp;mi si&nbsp;sfondano i timpani, sperando che il sole, almeno quello, almeno adesso, almeno&nbsp;mi assista. E me ne vado un po' lontano da tutti, come in fondo ho sempre amato fare. <br />Me ne vado per le strade, godendomi il traffico all'ora di punta, <br />giocando a contare quante volte mi tocca ripartire in prima. <br />Mi diverto a fantasticare sulle vite dei passanti, <br />perch&egrave; sulla mia ormai ho ricamato tutte le storie pi&ugrave; magiche, <br />finch&eacute; dal cilindro non son cominciate ad uscire carcasse di conigli. <br /><br />Basta trucchi.<br /><br /><br />&nbsp;Sto lasciando scivolare via dall'intreccio tutti i personaggi che erano sulla scena, senza rammarico, senza dolore, senza aumentare quel vuoto che &egrave; dentro di me, che &egrave; gi&agrave; incommensurabile. Non &egrave; un litro d'acqua in pi&ugrave; infatti a cambiare le dimensioni dell'oceano. Mi sento arida dentro e non riesco a far altro che chiudermi in questa lobotomia deprimente, asfissiante, assente. <br />A volte &egrave; come se mi sentissi vecchia, come se la vita fosse gi&agrave; interamente trascorsa, come se non mi restasse altro che sfogliare album di fotografie dalle pagine ingiallite bevendo una tazza di t&egrave; e aggiustandomi la coperta sulle gambe,&nbsp;anche se&nbsp;la tecnocrazia del digitale ha ucciso la pellicola fotografica.<br />E se mancano i sogni, le prospettive, gli incubi, le lacrime, le risate, le speranze, resta soltanto un grigio desolante, cos&igrave; ineluttabile e inconsistente da non poter reggere nemmeno la paranoia.<br />E se nemmeno le sostanze attecchiscono pi&ugrave; su questi neuroni se non per indirizzarli in viaggi mostruosi, bisogna chiedersi dove siano finiti i pezzi.<br />&nbsp;&nbsp;<br />&nbsp;L'unica consolazione, quando mi &egrave; possibile, &egrave; passare un p&ograve; di tempo assieme al mio migliore amico, anche se&nbsp;a volte ho l'impressione che troppo distacco possa finire col cambiarci un pochino,&nbsp;di nascosto dall'altro, <br />e dimenticare di informarsi sulla metamorfosi compiuta..<br />&nbsp;Mi consola avere una passione cos&igrave; forte per la musica, e&nbsp;posso dire che &egrave; l'unica cosa&nbsp;che non mi ha&nbsp;MAI abbandonato anche se in molti casi dubito&nbsp;che sia invece&nbsp;un'ossessione perch&egrave; io senza suoni non ci so stare. <br />Mi sento a disagio di me stessa e provo straneamento dall'ambiente che mi circonda.<br />Mi consola il mio mondo di libri, di letture, di studio.. <br />finestre variopinte che si aprono su altri mondi, ahim&eacute; solo immaginari. Mi consola&nbsp;quell'amore abbagliante che&nbsp;getta un fascio di luce&nbsp;sul vuoto che m'avvolge insieme alle coperte del suo letto, <br />piccolo come una scatola di fiammiferi. Ma che talvolta ci contiene entrambi.<br /><br /><img height="225" alt="" width="310" src="http://photos.viczhang.com/images/20051102221209_20051103-mask.jpg" /><br /><br />Per il resto, &egrave; una pellicola inceppata sulla stessa scena:<br />addormentarsi e svegliarsi sempre per prima, senza la voglia di alzarsi dal letto, senza la voglia di iniziare una qualsiasi giornata&nbsp;con questo tramonto sempre uguale e l'alba che ne imita i colori, di vedere una qualsiasi persona, di fare una qualsiasi cosa. Ma anche il niente che mi autoimpongo mi affiligge mi tormenta, mi irrita, <br />mi infastidisce, mi deprime. Mi sono d'intralcio.<br />Oggi tornavo a casa&nbsp;col pescecane, col vento che&nbsp;mi scaraventava le lacrime fuori dalle lenti dei miei occhiali, <br />e mentre&nbsp;tiravo su col naso&nbsp;non riuscivo a superare i quaranta. <br />La mia vita v&agrave; a trentotto all&rsquo;ora, senza curve, senza discese pazze, senza una risata che faccia eco alla mia, <br />che talvolta mi pare addirittura&nbsp;isterica.&nbsp;<br />E' come se mi esercitassi a non perderne il suono.<br />&nbsp;La mia vita v&agrave;, e nemmeno io so perch&eacute; non si lascia vivere da me. La sto inseguendo e&nbsp;la sto demolendo pezzettino per pezzettino, persona per persona, fino a quando al ballo rester&ograve; soltanto io ancora in maschera. Ancora pi&ugrave; plateale.<br />&nbsp;<br />Spero che questo non sia un punto di non ritorno, <br />perch&eacute; il mattino si avvicina placido a cullare il sonno che stanotte ho perso..<br /><br />Un giorno forse non ricorder&ograve; pi&ugrave; la pesantezza di questi momenti, di queste giornate, di questi mesi, la pesantezza fisica, imminente, materiale e materializzata, destabilizzante, annichilente, ma ora il futuro che incalza mi angoscia a tal punto da farmi sembrare terribili spettri anche le pi&ugrave; semplici speranze.<br /><br /><br /><br />-Fine-</font></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Wed, 23 Apr 2008 04:25:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p><font color="#ff0066"><font size="2">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong>CETERIS&nbsp;SCRIPTUM<br /></strong><br /><font color="#008080">C'&egrave; la mancanza del tempo, la mancanza di una persona, la mancanza di creativit&agrave;, la mancanza di fede, la mancanza di autostima e tutto il resto. La cucina di casa di pap&agrave; puzza di sigarette MS e incenso al ciclamino, e anche il pane &egrave; ridotto ad un agglomerato di odori e sapori che rasentano la paralisi sensoriale.. ma si capisce: vivere da soli non &egrave; semplice. Soprattutto se si &egrave; uomini con un pessimo gusto estetico&nbsp;e si comprano per il bagno delle inguardabili tendine grigio topo. Non proprio grigio topo, direi pi&ugrave; un grigio ombra di una mano messa in posizione&nbsp;incidente ad una lampadina accesa. O grigio ampolla della doccia poggiata su una vasca da bagno rosa confetto.&nbsp;Repulsione per le tendine del bagno che coprono una visuale non particolarmente romantica. Ma quando ti affacci semi nuda coi capelli che ti ricoprono il collo e i nei dello sterno, guardando i passanti con un'aria assassina e tremendamente lasciva, intervallando ogni tiro di Camel Light&nbsp;avvolta in cartina stagnola accorpata a tutt'altra sostanza,&nbsp;ad una preghiera contro la degressione umana.. beh,&nbsp;l&igrave; la tua dimensione lisergica si dilata quanto basta per vederti rincorrere da un pavone innamorato su di un praticello verde mela, con intorno bambini dai capelli rosa e pelle diafana con sfumature azzurre che&nbsp;intonano una ninna nanna russa&nbsp;in rima alternata;&nbsp;vedi donne in pelliccia bere il loro caff&eacute; e tramutarsi in cuscini pelosi che decorano le poltrone di un locale a luci rosse; vedi fiumi di bronzo liquefatto che scavalcano spavaldi le rocce incastrate nel terreno e si tuffano nei solchi generando enormi&nbsp;specchi per le nuvole&nbsp;fragili che&nbsp;si spargono dappertutto come foglie secche perse in una poesia autunnale. Mi vesto. Rubo qualche euro dal vassoio degli spicci. Mi chiudo la porta alle spalle e scendo in stazione.&nbsp;Sul treno mi siedo accanto a&nbsp;un tizio sulla ventina che legge Dylan Dog ed &egrave; assorto nella scena in cui una donna viene abbrustolita senza piet&agrave;. La ragazza di fianco gioca col piercing conficcato sotto il labbro e guarda disinteressatamente&nbsp;le mie scarpe, mentre io sdoppio&nbsp;il mio sguardo sui suoi occhiali e il paesaggio che scorre fuori dal finestrino. E penso che questa vita da pendolare dovr&ograve; farla per molto tempo.. segnare orari, acquistare biglietti, scendere, risalire, aspettare che parta il treno o&nbsp;sbraitare per averlo perso.&nbsp;5-6 anni cos&igrave;.&nbsp;200 giorni l'anno, circa.&nbsp;Ma poi penso che anche se sto sfiorando l'esaurimento nervoso sto finalmente studiando quello che mi piace, e mi sta rimbalzando nel cervello la pericolosissima pallina del flipper dell'insegnamento. E anche se in facolt&agrave; sono tutti una manica di soggetti, ho trovato due-tre persone che gi&agrave; mi mancano, per quei giorni che non vado all'universit&agrave;.&nbsp;E poi&nbsp;la citt&agrave; universitaria&nbsp;&egrave;&nbsp;grande e verde, c'&egrave;&nbsp;Madama Minerva&nbsp;che si erge minacciosa e consapevole davanti al rettorato, e almeno due volte a settimana dopo pranzo ci&nbsp;si annaffia lo stomaco con quel&nbsp;fantastico&nbsp;caff&eacute; macchiato&nbsp;che eroga la macchinetta al primo piano,&nbsp;altre volte invece si prende&nbsp;la pizzetta rossa da Alfredo che non sa mai far funzionare la cassa e lo si mangia&nbsp;sui lunghi rettangoli marmorei della fontana,&nbsp;nella piazza del compianto Moro,&nbsp;in mezzo a un susseguirsi di birre moretti, rutti, e quel dolce odore di erba ridens che si lascia inalare consensiente e leggero nel tuo stato d'animo.&nbsp;<br /><br /></font></font><font size="2"><font color="#008080"><font size="4">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<font color="#ff0066" size="2">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</font>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <font color="#ffcc00" size="5"><strong>*</strong></font><br /></font><br />Torno a casa stanca e diversa.<br />Mi guardo intorno straneata e vulnerabile, energica ma apatica. Metto su&nbsp;il vinile&nbsp;Final Cut dei Pink Floyd e mi sfumo sul divano a pancia in su e le gambe stese sullo schienale&nbsp;laterale. Gli occhi chiusi e la mente assopita. Pensieri pensieri pensieri pensieripensieripensieri. Desiderare l'oblio a 20 anni sulle note di <em>The hero's return</em> &egrave; la cosa pi&ugrave; eccitante della giornata. Sentire piano piano la lucidit&agrave; che si allontana. Vorrei sopravvivere alla bestia che ho dentro, alla mia potente padrona che controlla i miei pomeriggi, a colei che mi impedisce di dinstinguere i miei contorni dai suoi, che non mi fa capire quanto ci sia di mio dentro di me, e quanto di suo. E non riuscendo a ricalcare la linea di confine,&nbsp;subentrano strane voglie ed ambigue perversioni, che a tratti potrebbero sembrare palesi rinunce ad impugnare le redini del mio involucro epidermico. Ma&nbsp;la schiuma&nbsp;profumata tempera ogni dichiarazione di guerra. Sono nella vasca rosa confetto e mi vedo come una ballerina di carrillon, con soffici&nbsp;stalattiti bianche che coprono pochi centimetri di pelle e scivolano via lasciando morbidezza ed afrodisiaco calore. Scintille di capelli coronano come un'aureola il mio viso semplice.<br />&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sai cosa si prova a patire l'eterno conflitto interiore?<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;E' sentirsi graffiare e violentare sadicamente dal tuo controllo involontario.<br /></font><br /><br /><br /><br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<font color="#ff0000">final cut</font></font></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Wed, 09 Apr 2008 18:52:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[Rimembranze]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="http://www.geocities.com/cobainmurder/012592-01.jpg" /><br /><br /><br /><font face="Courier New" size="2"><em><font color="#ffcc00">&quot;A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che &egrave; in mio potere per apprezzare questo. Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo colpito e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono pi&ugrave;. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po' stordito per ritrovare l'entusiasmo che avevo da bambino..&quot;<br /></font><br /></em><font color="#cc3366"><font face="Verdana">E fu cos&igrave; che Kurt trafisse il foglio con la penna, la infilz&ograve; sul pannello di sughero degli appunti e&nbsp;gett&ograve; il&nbsp;portafogli sul pavimento, lasciandolo aperto sulla patente di guida.&nbsp;<br />Dopodich&eacute; avvicin&ograve; una sedia alla finestra, si sedette, <br />appoggi&ograve; alla testa la canna dell'arma calibro 20 <br />e premette il grilletto.</font> <br /><br /></font></font><br /><br /><font color="#cc3366"><font style="BACKGROUND-COLOR: #ffcc00">PS.</font> Si dice che a causa dei suoi problemi di stomaco, Kurt consulto moltissimi specialisti e tutti rimasero perplessi. <br />Un'ulcera venne esclusa, e l'ultima diagnosi fu che il suo problema forse poteva dipendere da una particolare curvatura della sua spina dorsale (Kurt aveva la scoliosi) che toccava un nervo collegato allo stomaco.<br /><br />E questo forse o mi illumina sulle cause che generano il mio.. <br />o mi proietta in un futuro segnato. <br />In entrambi i casi, <font size="2"><strike>amen.</strike></font></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 04 Apr 2008 18:02:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font color="#cc99cc">Scegliere di scrivere&nbsp;di me qui quasi un mese dopo, scegliere di scriverlo con la scheda audio a puttane <br />che rallenta tutte le canzoni e ne diffonde una che &egrave;&nbsp;gi&agrave; di per se emotivamente straziante</font></span><font size="2"><font color="#cc99cc"> &#91;<span style="FONT-SIZE: 8.5pt; COLOR: black"><font color="#cc3399">oh so all my lovin' go's under the fog..fog..fog</font><font color="#cc99cc">&#93;,</font>&nbsp;</span></font><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: black"><font color="#cc99cc">e poi accorgersi che da quando sono tornata tutto va piuttosto a rilento, come questa scheda audio fracassata, come una giornata consumata tra i banchi obliqui e per nulla ortopedici dell'aula I e l'erbetta fresca dei giardini sotto la facolt&agrave;, sdraiati al sole dei primi giorni di primavera, fumando allegramente e attendendo la fine di qualcosa,&nbsp;o un inizio che sembra scorgersi timidamente all&rsquo;orizzonte.. beh dicevo, era ora che operassi una scelta. Perch&egrave; l'assenteismo crea pi&ugrave; danni di un voto rassegnato.. e una parola la si deve spendere <br />poich&eacute; altrimenti perdo il controllo, <br />poich&eacute;&nbsp;io sono fuori controllo, <br />poich&eacute; io&nbsp;non ho nulla da controllare.<br /><br />Ho notato una coesione tra vari elementi del creato, molecole che impazzano e si coagulano a volte creando creature fantastiche, nel senso lato del termine, o creature aberranti,&nbsp;al lato del senso del termine. Ma&nbsp;cerco di non fare parte&nbsp;a nessuna delle due categorie, e slegarmi&nbsp;da quel processo di mitosi tale per cui 1+1=2. <br />Per una volta&nbsp;mi affido&nbsp;alla logica di&nbsp;O'Brien, e&nbsp;anch'io cambio i risultati alle addizioni.&nbsp;<br />Anzi mi invento sottomultipli inesistenti e codici verbali incomprensibili..perch&egrave; &egrave; da un p&ograve; di tempo che non capisco pi&ugrave; niente, tantomeno i miei&nbsp;comportamenti.<br /><br />C'&egrave; l'occhio sinistro che perde ancora pi&ugrave; gradi, e la visuale&nbsp;si fa veramente alterata..come quando tornando a casa, l'altro giorno, e&nbsp;passando sopra il ponte si vedeva questa mia cittadina coperta di una sottile velatura rosa, e i palazzi che di solito sembrano brutte copie di architettura romanica, quel pomeriggio erano giganteschi edifici di bubble gum.&nbsp;Mi sono sentita cosi aerea che&nbsp;il metabolismo &egrave; riuscito a decomporre gli ultimi pesanti residui di colpe che mi ero introdotta poche ore prima. Ma che dire, se si riesce a mandar gi&ugrave; qualsiasi veleno in senso figurativo, allora c'&egrave; speranza anche per i miei modi animali di&nbsp;ingoiare materia.&nbsp;<br /><br /><img height="318" alt="" width="250" src="http://files.splinder.com/af3a8df10b32e9a190e5b1d6700ae4eb.jpeg" /><br /><br /><br />Tutto sommato c'&egrave; il paradosso del Tempo, che scorre immobile trascinado con s&eacute; situazioni sempre uguali, <br />come il tizio a Termini che indossa sempre la stessa giacca mimetica e il berretto di lana grigio,&nbsp;e si avvicina pietosamente alla gente chiedendo gli spicci per&nbsp;il supplemento di un fantasmagorico treno che ha perso. <br />Ed ogni volta lo trovi l&igrave;, con la stessa barba rossiccia e incolta, con la mano mendicante in cerca di ingenui che finanzino i suoi &quot;viaggi&quot;..<br />Tutto sommato ora mi muovo gitana tra la folla, estranea e partecipe ma in una sorta di trance psicologica, un interminabile flusso di coscenza che non conosce barriere e inonda anche le mie notti.&nbsp;Sarebbe bello che&nbsp;la realt&agrave;&nbsp;avesse i numeretti negli spazi con affianco&nbsp;la legenda dei colori da usare per ogni disegno.. si spenderebbe meno fatica a dare un senso che non sia <em>lato</em> ma <em>sensato</em> alle cose, prima che la dimensione onirica devasti quella reale o viceversa. Ma ci&ograve; assottiglerebbe di gran lunga la fantasia. Allora basta ragionamenti, di nuovo mi perdo nello <em>stream </em>e non ne vengo pi&ugrave; a capo. Come disse qualcuno, la parola &egrave; solo suono e fumo.. e probabilmente ancora non so valutare bene&nbsp;il peso delle parole, tanto che quella notte sono uscite in modo cos&igrave; leggero che me ne sono stupita io per prima.. <br />Eppure sono belle pesanti.. <br />belle.. <br />pesanti.. <br />E forse lo hai capito, perch&eacute;&nbsp;quando&nbsp;eravamo in macchina&nbsp;per raggiungere casa&nbsp;non sapevo se parlare a manetta o restare in silenzio, sopra quei sedili che si riscaldavano a tal punto da&nbsp;vederli ribollire.. <br /><br />Di nuovo sentirsi&nbsp;pi&ugrave; paranoica di un androide.<br />Ho voglia di spensieratezza, ma Aprile mi rende contemplativa..<br />Amico mio, credo proprio che la primavera sia finalmente arrivata.<br /><br /></font></span></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 31 Mar 2008 23:17:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font color="#cc3366"><font size="2">Estasi. Stasi. Blocco. Mummificazione. Decesso.&nbsp;Non del corpo stavolta. E' grigio e verde smeraldo il mio mondo, ma non &egrave; sempre stato cos&igrave;. E' periodo alla fine. Alla fine s&igrave;, &egrave; anche normale, ma gli eventi non aiutano, mai. <br />Un cimitero di fazzoletti usati e poca forza&nbsp;nel tenere le palpebre chiuse senza sentire il bruciore del rimmel negli occhi.&nbsp;Poi arriva il giorno ed arrivo a lavoro con&nbsp;qualche boccone smozzicato lasciato nel piatto..nutrirsi ormai soltanto di spremute e pizza bianca, cereali e qualche cucchiaino di marmellata ad addolcificare una nottata amara, che non ha senso solo per il fatto di non trovarcelo. Senti tutto dentro ma l&igrave; rimane, l&igrave; rimane. <br />Dentro. <br />Non tenti nemmeno a partorire soluzioni al tuo disagio&nbsp;e lasci arrivare luned&igrave;. Eviti solo per un pelo la decomposizione. Morale-fisica. Areosol, nell'ampolla ricordi e dolore, condensati tutti insieme, e vorrei che si nebulizzassero anche le lacrime che invece si seccano sulle iridi prima ancora di colare.<br />Ma in fondo, sono felice.<br /><br /></font><br /><font size="2">Il mio terzo esame non &egrave; andato proprio come speravo.. il tempo &egrave; stato tiranno e una serie di dietrologie hanno causato una mancanza di concentrazione notevole. Kissmelicia tremava come&nbsp;il filo di un palloncino annodato alla prua di una nave.&nbsp;</font></font><font color="#cc3366" size="2">Un orologio con le lancette che sono gabbiani e volano in un cubo di plexiglass scandiva quell'ora che non passava mai, e l'ansia cresceva finch&eacute; i nostri due cognomi vennero annunciati dal professore.. <br />Non &egrave; andata molto bene, la Kissme non l'ha superato, ed io me la sono cavata con un 22. Poco ma buono. <br />Non vedevo l'ora di sentirmi la consueta leggerezza del dopo-esame. Che bello..<br /><br /><br /><img style="WIDTH: 171px; HEIGHT: 229px" height="430" alt="" width="347" src="http://www.mostricci.com/public/hershman_tv_legs.jpg" /><br /><br /><br />Sono passati gi&agrave; due giorni e ho ancora l'eccitazione del&nbsp;concerto del 29 addosso.. Poche ore di attesa e le luci si abbassano sempre di pi&ugrave;, fino ad avvolgere tutta la gente come un caldissimo abbraccio.&nbsp;La voce di <strong>Robert Smith </strong>sembra provenire dal fondo di un tunnel. Ti chiama da distanza imprecisata, rimbomba l&rsquo;eco delle sue note fino a penetrarti dentro ma paradossalmente non &egrave; tua, non la afferri e corri corri (&quot;<font size="1">I'm running towards nothing again and again and..</font>.&quot;) nel tunnel mai rettilineo, ma fatto di un&rsquo;unica sola interminabile curva.. Tutto d'intorno &egrave;&nbsp;scuro ma&nbsp;scintillante e, dentro, un torpore adrenalinico inquieto nel frastuono feroce delle chitarre e il battito possente e virile delle percussioni. Estasi empatica, la corsa ora &egrave; ballo ora contemplazione, le parole scorrono tra un intenso riecheggiare di &ldquo;oo&rdquo; che risuona sempre potente con un&rsquo;amena ridondanza che non lascia intravedere via d&rsquo;uscita se non l&rsquo;approdo del tunnel per&ograve; inarrivabile. In equilibrio perfetto tra inquietudine e sensazione di soffocamento nella quale sapiente mai scivola questo suono cos&igrave; vivo nel suo scuro fosco vibrare, poesia scostante dell&rsquo;anima che regala sensazioni di raro godimento.. <br />Estasi. Stasi. <br />Estasi ed estasi di nuovo..<br /><br /><img height="300" width="400" alt="" src="http://i176.photobucket.com/albums/w181/MonellaRock/FototheCure50.jpg" /><br /><br /><br /><font color="#ffffff" size="3"><strong>* * *</strong></font> <br /><br />Torno a casa e scopro di essere diventata quasi grande. <br />L'ultima buonanotte con mio fratello&nbsp;che spartiva la stanza e i giochi di noi piccoli. L'ultima volta girato di schiena con le gambe&nbsp;chilometriche che la coperta non riesce mai a coprire del tutto.. L'ultima volta che si sta in tre. <br />Tutti gli uomini di questa casa se ne sono andati, davvero. <br />Ed ora</font><font color="#cc3366" size="2"> spetta a me non piangere e&nbsp;spetta a me&nbsp;cercare di inventarmi un rapporto pi&ugrave; loquace, scherzoso&nbsp;e complice&nbsp;che non era mai esistito in&nbsp;vent'anni con mia madre, solo per tranquillizzarla che esiste qualcuno che vive in casa con lei, ancora un po', e che non deve sentirsi sola.. ma la vedo dura. Mio fratello &egrave; capace di farla sorridere, ridere, giocare. Con me invece, &egrave; una continua prova del nove, una continua sorveglianza che pure se lei compie nei miei confronti spinta dall'amore incondizionato di una madre, &egrave; avvertita da me come una sfida <br />e un'intromissione nelle mie cose e nella mia condotta.&nbsp;<br />Lo so.. &egrave; solo paranoia. Sono in paranoia, ma che ti devo dire..&nbsp;qualche colpo di basso ogni tanto arriva, perch&egrave; un senso di precariet&agrave;, di insoddisfazione, di forte disagio c'&egrave; sempre, come un cancro onnivoro che mangia tutto in egual maniera e poi rivomita, ma una volta rigurgitati non vi &egrave; molta differenza tra zucchine lesse e una parmigiana.<br />E allora resto ferma, stordita, apatica, spenta. <br />Passata la transizione non riesco a muovere il primo passo nella nuova situazione. <br />Giunta da A a B non riesco ad arrivare a B1.<br />Voglio sperare che sto solo ferma un attimo, seduta su un gradino, per strada, aspettando che le forze tornino, aspettando che la strada si apra di nuovo.</font></p>]]></description>
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       <pubDate>Sun, 02 Mar 2008 19:03:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font color="#9966cc" size="2">Caos. <br />Tempo dilatato, allungato, ma sempre pi&ugrave; labile. <br />Tramonti liquidi, giorni statici, giorni immobili, giorni isterici, giorni-non-giorni, <br />e non credo che dipenda dal fatto che quest'anno febbraio sia bisestile. <br />Hashish quando capita e caff&eacute; decaffeinato per imbrogliare&nbsp;l'apparato cardiovascolare, incenso allo ylang ylang, energia compressa in capsule&nbsp;per correre pi&ugrave; forte di Achille e la tartaruga, perch&egrave; tutto possa sfumare dietro ai miei piedi come una nuvoletta da cartoon.<br />Transizione.<br />Transizione per la gente che mi sta intorno, e mi attraversa come la diagonale del quadrato, incommensurabilit&agrave; del caos, ineluttabilit&agrave; dello stesso. Qualcuno va sotto a qualcosa e perde la propria identit&agrave;, qualcun altro &egrave; di talmente estemporanea presenza da non lasciare nemmeno un abbaglio. Qualcuno progetta un dislocamento, qualcuno occupa il suo nuovo dominio, qualcuno resta solo, io resto con lui. Che poi &egrave; una lei.&nbsp;<br /><br /><img alt="" src="http://thumb8.webshots.net/t/60/60/4/47/12/2506447120094662408fqXBff_th.jpg" /><br /><br />Ma poi ti perdi e ti ritrovi, e tutto scorre sotto le ruote di una clio bianca che guidi per 20 minuti <br />anche se non hai la patente perch&egrave; te l'hanno fottuta tre settimane fa sulla metro &#91;..!%&amp;#@<strong>!!</strong>.&#93;, e tutto scorre perch&egrave; finch&eacute; posso ancora godere con te, mio Amico, delle ore pi&ugrave; intense,&nbsp;pi&ugrave; riflessive, pi&ugrave; giocose e pi&ugrave; stronze.. io non conosco pi&ugrave; l'estensione del Tempo. Non la voglio pi&ugrave; conoscere. Eseguo un cont-down mentale tra il tuo sorriso e il mio pianto, quando mi lascerai.. Non la voglio pi&ugrave; conoscere..&nbsp;I miei giorni passano dall'alternarsi del sole e delle stelle (la pi&ugrave; bella l'ho&nbsp;custodita nel mio letto stanotte..). <br />Passa e scorre questo Tempo,&nbsp;ma non c'&egrave; pi&ugrave; lo stesso odore d'inverno di 2 anni fa, quando l'odore&nbsp;del cornetto con la marmellata si mischiava&nbsp;all'odore della tua pelle che baciavo tutte le mattine a scuola dicendoti che porca puttana ma quanto cazzo di fondotinta ti metti! Due&nbsp;anni in cui cambi tu e chi ti sta intorno, ma non riesci mai a fare una distinzione precisa tra chi ha cominciato prima.. E allora noti che quelle persone non sono pi&ugrave; le stesse, e nemmeno te sei la stessa, sicuramente un p&ograve; pi&ugrave; randagia, un p&ograve; pi&ugrave; eclettica, istericamente placida.<br /><br /></font><font color="#9966cc" size="2"><font color="#9966cc">Poi ci sei te adesso, che da un&nbsp;qualche mese&nbsp;mi spezzi le ginocchia schiacciandomi contro la MIA parte del muro, quello che avevo issato tra me e il resto del mondo rigiurandomi di non far entrare pi&ugrave; nessuno.. <br />Ed invece crolla piano piano&nbsp;mentre m'abbracci e io sudo mezza sveglia mezza fatta tra le tue braccia.&nbsp;<br />E stanotte&nbsp;quando ho dormito con te mi sono svegliata alle volte&nbsp;incredula..&nbsp;e ti&nbsp;ho visto&nbsp;cos&igrave; morbido e limpido, assopito nei tuoi sogni, di cui a tratti come suggerisce Prevert sono anche gelosa.&nbsp;Un'ora sola,&nbsp;nemmeno, nell'etilismo bianco di un latte col caff&eacute;, in mezzo alla stanza,&nbsp;accovacciati sul balcone ammirando il primo sole <br />(&egrave; strano avere stelle e sole <em>zugleich, </em>al contempo)&nbsp;e gi&agrave; era un bacio lungo un anno..&nbsp; E anche se sto preparando l'esame pi&ugrave; nozionistico e pesante del mio corso di laurea, e anche se ormai io e&nbsp;kissmelicia abbiamo lasciato il cervello nella fantastica Isola di Calf, quando&nbsp;prendo il treno e&nbsp;torno a casa mi sgrullo dalle spalle per un secondo tutti i momenti..ed &egrave; tutto cos&igrave; strano..<br /></font></font></p>
<p align="center"><br /><font color="#9966cc" size="3"><strong>.</strong></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Sun, 17 Feb 2008 18:29:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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   <item>
       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="7"><font size="5">&deg;</font><font size="6">&deg;</font><font color="#ffcc00">&deg;</font>stockholm syndrome<font color="#ffcc00">&deg;</font></font><font size="6">&deg;</font><font size="5">&deg;<br /><br />:<br /><font color="#ffcc00">:<br /></font>:<br />liceo <font color="#ffcc00">liceo</font> liceo<br />:<br /><font color="#ffcc00">compiti</font> interrogazioni<br />temi <font color="#ffcc00">scrutini</font> voti<br />seghe <br />entrate in <font color="#ffcc00">seconda ora<br /></font>fogliettini <br /><font color="#ffcc00">suggerimenti</font><br /><br /><font color="#ff0066" size="2">Perch&egrave; in quast'ultimo anno mi hanno demolita e ricostruita, <br />come un castello fatto con il lego che diventa una casa bauhaus, e il cubo di rubrik forse &egrave; pi&ugrave; bello se non riesce del tutto..<br /><br />E io per&ograve; alla fine ci sono riuscita.<br />E' bello lo stesso.<br /></font><br />OH <font color="#ffcc00">RIPIGLIATI</font>!</font><font size="5"><br /><br /></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 18:18:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><font color="#ffcccc"><strong><font color="#ff99cc">FLASHBACK: Gioved&igrave; 7 feb. h.9.25</font></strong><br /><br />La grassona dalle labbra scarlatte ordina un cornetto integrale. Un cornetto integrale. Un cornetto integrale. <br />Ci pensi che la parola &quot;integrale&quot; ha due livelli di senso? Lei mangia e si gira verso il tabellone degli orari, e felice ingurgita l'ultimo boccone del dolcetto, che si sa &egrave; la parte pi&ugrave; buona. Le scarpe&nbsp;del tipo in giacca e cravatta hanno punte pi&ugrave; inarcate del vecchio del bar che si sbaglia a darmi il resto, e poi scopro di avere ancora il terrore degli aerei, perch&egrave; il frastuono di quello appena passato mi ha raggelato il sangue..e la gente ride e continua a parlare di stronzate. <br />I luoghi comuni dovrebbero chiudere.<br /><br />E' presto e l'aria &egrave; fresca e assolata. Kissmelicia mi guarda preoccupata perch&egrave; &quot;<em>tu almeno le cose le sai e io invece non ho studiato un cazzo e mo' come faccio domani il professore mi boccia mannaggia la puttana</em>&quot;<em>, </em>ma com'&egrave; bella poi quando mi abbraccia forte una volta uscita dalla stanzetta col mio primo verbale dell'esame! La leggerezza delle cose prende il sopravvento,&nbsp;al punto&nbsp;che acconsento ad andare a dormire a casa sua in modo tale da farle studiare quel tanto che basta per rassicurarla. <br />Ed i risultati, ci sono..<br /><br /><strong><font color="#ff99cc">FLASHBACK: Marted&igrave; 12 feb.</font></strong><br /><br />La testa sul cuscino e tutto azzurro attorno. Tutto azzurro attorno. Muovi il collo lentamente, a destra, poi a sinistra. Un pezzo di cielo ti fissa e tu avresti voglia di scrivere, di cantare a squarciagola, e poi di sederti in un angolino,chiudere la porta e piangere. Tutto azzurro attorno. Con le nuvole pi&ugrave; leggere che tu abbia mai visto. E' come se ogni droga nuova che prendi fosse la prima volta che baci qualcuno. <br />La testa sul cuscino e tutto azzurro intorno. <br />Tutto azzurro intorno.<br />Lei &egrave; di l&agrave; che piange, tua madre. Appoggia i gomiti sul tavolo e guarda in gi&ugrave;. Il suo pianto &egrave; uno di quelli silenziosi, che si riconoscono solo da brevi sospiri leggermente pi&ugrave; marcati.. sono quelli che fanno pi&ugrave; male, soprattutto quando sai che l'intento &egrave; quello di nasconderli.. Ma stavolta mi faccio spavalda, stavolta voglio che si faccia ascoltare, e l'abbraccio, e la prego di dirmi cosa la fa star male.. <br />Una madre deve essere forte e pronta a queste cose, mi dice lei, ma quando vedi concretizzarsi quelle situazioni che pensavi accadessero in un futuro un p&ograve; pi&ugrave; <em>futuro..</em>beh io..&egrave; tutto cos&igrave; strano.<br /><br />E' strano. <br />In effetti..<br /><br />La decisione di trasferirmi a settembre in un'altra casa, vuoi per stare pi&ugrave; vicina all'universit&agrave;, vuoi per misurare le mie capacit&agrave; di saper sopravvivere senza avere chi ti fa da mangiare e ti fa il bucato, vuoi perch&eacute; tanto qui non ho quasi nulla da perdere, vuoi che voglio in questo modo giocare a fare l'adulta, et cetera.. insomma, la decisione &egrave; presa.<br />Ma cosa accade quando anche l'altro figlio decide di intraprendere un passo del genere, e lo decide cos&igrave;, adesso, con il posto libero gi&agrave; dal 1 marzo, con le valige gi&agrave; quasi pronte?<br />E cosa accade quando solo l'idea di mangiare un piatto di pasta da sola ti rende triste, figuriamoci quindi di&nbsp;dormire e vivere solo in funzione di s&eacute; stessa, dopo aver avuto per pi&ugrave; di vent'anni i tuoi figli sott'occhio?<br /><br />Qui &egrave; tutto cos&igrave; strano, adesso. <br />C'&egrave; aria di cambiamento.<br />E anche Armaus ha deciso di partire..di andare dall'altro capo del mondo e chiss&agrave; quando ritornare.. <br />Andare talmente lontano da essere raggiungibile solo con l'aereo. Cristoddio l'aereo del cazzo..!<br /><br />Scopro di non saper scrivere. Ecco mi &egrave; preso il blocco.. Mi escono tante cose dalla testa ma metterle in forma scritta adesso mi sembra lo sforzo piu disumano che mi potessi costringere a fare.<br /><br />E allora finisco cos&igrave;.<br />Con un'aria di cambiamento che ci sta cambiando un p&ograve; tutti, un p&ograve; adesso <br />e un p&ograve; tra un p&ograve;..<br /><br /><br />Ed io?<br />Quando cambier&ograve;?<br /><br /></font></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Thu, 14 Feb 2008 16:56:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Si,&nbsp;riflettendoci&nbsp;nella mia vita non &egrave; mancato nulla..</font></span></div>
<div align="center"><font color="#008080"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">I&nbsp;genitori deliranti, le morti assurde, </font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">rotolarmi sull'erba da bambina, </font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">sdraiarmi sul muretto&nbsp;nelle calde notti estive con la migliore amica di fianco, universitari con le Adidas a righe attorno, i frapp&eacute; alla fragola nei bicchieri di cocacola..parlando di noi, di lui, degli altri. Facce che sorridevano al sole, facce dissolte nel buio di quelle notti.&nbsp;<br />E</font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2"> poi attraversare sottopassaggi di scritte con una ragazza che mi ha tradito ma che mi parlava da amica, o </font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">piangere su una lunga strada trafficata cercando un telefono, o </font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">piegarmi alla volont&agrave; di un uomo pi&ugrave; grande.. <br />S</font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">cappare e correre via da tutto, almeno per un giorno.</font></span></font></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Scappare per pi&ugrave; giorni.</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2"><font color="#008080">Conoscere un&nbsp;<em>lui,</em></font></font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">amare Lui,</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">mentirgli,</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">riconciliarci,</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">fare l'amore</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">e ridere..</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">E&nbsp;lunghe passeggiate su Monte Cavo alle 6&nbsp;del pomeriggio, <br />vestiti di bianco e jeans strappati, <br />il cielo era viola e le foglie coprivano appena la terra sulla quale tracciavo col dito &quot;<em>NOI</em>&quot;.</font></span></div>
<span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">
<div align="center"><br /><font color="#008080">E farci del male</font></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">ancora</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">e ancora.<br />L'amore fatto senza aspettare,<br />tornare a casa da sola perch&eacute; lui doveva partire<br />perch&eacute; lui aveva le prove<br />perch&eacute; lui era ubriaco,<br />perch&eacute; lui alla fine non era innamorato.</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Rifarci promesse.</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Non mantenerle.</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Odiarlo</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">lasciarlo</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">dimenticarlo</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2"><font color="#008080">ma solo per un po',<br />anche se poi &egrave; tornato, per poi lasciarmi per sempre.<br /><br /><img height="356" alt="" width="220" src="http://files.splinder.com/360fee7b52cb32fbd9706137cc98ea52.jpeg" /><br /><br /><br /></font></font></span>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Si non mi &egrave; mancato nulla.<br />Mordermi l'anima, da sola, balbettare, avere crisi di nervi, svuotare costosi vasetti di crema di mia madre nel cesso, scrivere che pi&ugrave; nulla aveva senso nell'angolino dell'ultima pagina del quaderno di storia, non mangiare pi&ugrave;, non pensare pi&ugrave;. Ero spesso stesa sul letto e&nbsp;semplicemente non pensavo. <br />Guardare gli altri andare, sapendo che qualcuno comunque e sempre sarebbe arrivato prima di me, era uno dei motivi per cui non valeva la pena di crearsi un futuro.</font></span></div>
<font size="2">
<div align="center"><br /><font color="#008080">E poi gli amici, quel gruppo, il sabato, la musica, la cresta, le catene.. una gioia sconosciuta che mi ha afferrato per i fianchi e riallacciato le scarpe, come faceva mia mamma quando ero piccola e lo ha fatto fino ai 10 anni. <br />Ho sempre avuto bisogno di qualcuno che mi spronasse. Dicevo, le scarpe. Le pesanti Underground nere costate una cifra pazzesca. Ma io le indossavo per sentirmi pi&ugrave; forte, pi&ugrave; grande, pi&ugrave; Io.</font></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2"></font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Drogarmi, e bere, e 200 sigarette, e il cinema di mercoled&igrave;, e i libri alla Feltrinelli,&nbsp;ed i vestiti &quot;modificati&quot;,&nbsp;e suonare,&nbsp;e fare sega con ThinkyWinky, e poi la crostata da Armaus, il cane fattone di Lavinia, le&nbsp;lenti bianche di Simone, e Mauro che fumava la sigaretta solo fino a met&agrave; e poi la passava,&nbsp;e fumare e&nbsp;ballare e&nbsp;fumare e ballare, per 4 anni ogni volta captavo una qualsivoglia forma di novit&agrave; mi ci buttavo a braccia tese, mai stata cauta, mai mi accorgevo del pericolo, ma sempre fiduciosa che il&nbsp;Bene e il Male di ogni cosa si sarebbe risolto con un sorriso.&nbsp;<br /><br />Ho adorato la mia testa sempre pi&ugrave; leggera, gli uomini che passavano, uomini che ho visto e fatto l'amore e mai amati, uomini&nbsp; che credevo d'amare ,eh si io li amavo in fondo, tutti a proprio modo, anche se restavamo ognuno al proprio posto. Ognuno al proprio posto.&nbsp;E poi l'estate&nbsp;dell'isolamento dal mondo&nbsp;che era quella della redenzione, quasi, e che poi mi ha risbattuto nell'abisso. E lo psicologo napoletano mi faceva sempre le stesse domande, barrando caselle e scribacchiando numeri sulla cartellina. Razza di idiota incompetente. Mi faceva sentire una povera scema, una bimba capricciosa. L'ho odiato tanto, ma in fondo era me che odiavo. <br />Le mie ossa che non erano mai abbastanza visibili.. quelle che coprivo in casa&nbsp;ma mostravo di fuori.</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Di nuovo la morte</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">di nuovo il delirio</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">e i giorni buttati al Sant'Alessandro,</font></span></div>
<div align="center"><font color="#008080"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">e il mio&nbsp;pigiama a volte ha pianto con me.<br /><br /><font color="#ffcc00" size="4">*<br /></font><br />&nbsp;<br /></font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">Crescere poi, oltre l'adolescenza che spesso mi manca,&nbsp;essere consapevole che sono viziosa</font></span></font></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">che ho un po' di follia, solo un pochino,</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">che &quot;Zero&quot; nn sar&agrave; mai finito, ma &egrave; un bel CD,</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">i vestiti e le ragazze, l'autunno di lei che mi ha amato, <br />l'inverno da vera donna con un vero uomo che parlava cos&igrave; bene ma&nbsp;che poi era un burattino,</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">e di nuovo lacrime,<br />e ritrovarmi sola di nuovo,<br />ad alitare sulla finestra per disegnarci sorrisi,</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">&nbsp;il pensiero dell&rsquo;altro che tornava sempre..</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">e la sua voce</font></span></div>
<div align="center"><font color="#008080"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">che di notte, </font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2">nel silenzio,</font></span></font></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font size="2"><font color="#008080">a volte &egrave; tornata.<br /><br />Ora non c'&egrave; quasi pi&ugrave; nulla. <br />Il muretto &egrave; sbriciolato assieme a tutti quegli incubi che talvolta mi svegliano di brutto e poi non mi riaddormento. L'amica migliore non indossa pi&ugrave; Converse nere e braccialetti di plastica. <br />Ora lei <em>E'</em> donna, donna davvero. Argento sui suoi polsi e non pi&ugrave; tra i denti. La musica non ci fa pi&ugrave; da bunker in cui rifugiarci sicuri e sereni, perch&egrave; la Musica non ti fa pensare.. per 4 ore non ti fa pensare. <br />Ora Mauro non ci arriva pi&ugrave; nemmeno a met&agrave; sigaretta. <br />La marca della sua felpa nemmeno la conosco.. e Simone, Simone si &egrave; rinchiuso nel suo mantello da vampiro ed &egrave; volato lontano da tutti. Lui forse &egrave; felice. Thinky.. boh. Thinky non lo so. Thinky non lo sa.. ma quando se ne accorger&agrave; sar&agrave; troppo tardi. Magari ora &egrave; tardi per gli altri..magari ora &egrave; tardi per continuare. <br />Ciao Professore, il Maalox non lo prendo pi&ugrave;. Il mio stomaco fa sempre di testa sua e ormai mi arrendo..<br />&nbsp;Lo assecondo e cos&igrave; resto qui davanti ad una Finestra nella versione contraffatta e cibernetica. <br /><font style="BACKGROUND-COLOR: #000000">Le parole si catapultano nel vento come <br />quelle pallottole di fieno che si vedono rotolare lungo i deserti dei film western.</font><br /></font></font></span>
<div align="center"><font color="#008080"></font></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">Tiro le somme a 20 anni.. <br />guardo in questo canestro di vimini distrutto e ne tiro fuori</font></span></div>
<div align="center"><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">bugie, lacrime, odori, pupazzi,&nbsp;<br />e poi alla f</font></span><span style="FONT-SIZE: 16pt"><font color="#008080" size="2">ine qualche stella..</font></span></div>
</div>
</font></div>
</font></span>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 01 Feb 2008 23:13:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><font color="#cc3366">Sai com'&egrave; talvolta scivolare sulle ore, sui giorni, come si sviluppa un Bol&eacute;ro di Ravel?<br />Parti con un passo&nbsp;lento, timido, pacato, come a voler prima effettuare una perlustrazione del luogo, <br />annusare l'odore dell'aria&nbsp;ed a palparne la consistenza. <br />Dopodich&eacute;, in quel posto che credevi semi-vuoto, si aggiungono gli altri &quot;elementi&quot; tesi all'abbellimento dell'ambiente.. e cominci a muovere i tuoi passi e ad affinare le tue percezioni sensoriali perch&egrave; in effetti ti piace, e pensi che l&igrave;, in quel contesto, ti ci potresti trovare bene.. anche perch&egrave; nel frattempo, accanto a quel balletto di&nbsp;&quot;flauti&quot; e &quot;clarinetti&quot; che riempono il vuoto di una marcia appena accennata, inizi a collocarci le tue creazioni. Insomma personalizzi il tuo Tempo e il tuo Spazio scandendolo al meglio coi tuoi entusiasmi, per quanto possibile..</font> <br /><br /><font color="#cc99ff"><em>&#91;<font size="1">qual'&egrave; il colore del Caos? che forma ha? lo si pu&ograve; contenere in un abbraccio?</font>&#93;</em></font><br /><font face="Comic Sans MS" size="7"><font size="6"><font face="Verdana" size="7">(</font><strong><font color="#ffcc00">||</font></strong></font></font><font color="#ffcc00"> </font><font size="7">) PAUSA<br /></font><br /><font color="#cc3366">Continua il <em>crescendo</em>. Intravedi quegli elementi prendere vita poco a poco, li vedi staccarsi dalle pareti e fluttuare nell'aria, li vedi farsi pesanti e te li senti ora attorno, ora sopra, ora addosso.&nbsp;<br />Senti sempre pi&ugrave; energici loro e meno reattiva te, che hai utilizzato tutte le tue forze per dare <em>vita&nbsp;</em>all'ambiente ed ora quella vita fa parte delle cose, delle persone a cui l'hai data.&nbsp;<br />E a te non &egrave; rimasto che guardare, o al massimo provare a stare al passo con tutto.. <br />e non ci riesci, <br />e ti&nbsp;copri di ridicolo. <br />La tua attesa&nbsp;terminer&agrave; solo&nbsp;al trambusto dei tre <em>Gong</em> finali che ti avvertiranno della fine dei tempi <br />ed il vuoto s'impossesser&agrave; di nuovo del tuo circondario.<br /><br />Io mi trovo al sesto minuto della sinfonia,&nbsp;<br />e per adesso mi godo l'attimo.<br />&nbsp;<br /><font size="3">E</font> </font><font color="#cc3366"><font size="3">godo<br /></font>&nbsp;&nbsp;</font><font color="#cc3366"><font size="1"> <font size="2">godo</font><br /></font>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></font><font size="1"><font color="#cc3366">godo..</font><br /></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Tue, 22 Jan 2008 18:36:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font size="2">Una marcia di elefanti, si moltiplicano come cellule, <br />e sorpassano il&nbsp;campo erboso&nbsp;per giungere a riva. <br />Nel tragitto c'&egrave; una iena che li guarda lasciva, <br />si struscia contro le loro proboscidi <br />e&nbsp;morde la zampa agli ultimi della fila. <br />Il sapore del sangue la mette di malumore <br />e si va a sciaquare le fauci nel rio, <br />ingoiando anche i moschini che si riposavano sullo specchio dell'acqua. <br />Gli elefanti scompaiono e la iena rimane. <br />Si guarda nell'acqua e si vede sporca. <br />Gocce aggrappate sul muso e sui lati degli occhi.. la iena non ride. <br /><br />Non ha mai smesso di piangere.<br /><br /></font><font size="1">*<br /><font size="2">*</font><br /></font><font size="4">*</font></p>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 11 Jan 2008 13:24:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font color="#cccccc" size="2">Sto sognando o piove davvero?<br />Forse tutti e due..<br />E qui non c'&egrave; che calore termico spalmato sulle pareti di casa, nelle coperte di pile danese, negli asciugamani di spugna invecchita, nei capelli sbiaditi un po' di tutti.. E poi&nbsp;qui c'&egrave; un emmenthal di sogni, una groviera onirica, ma non so se me la sento ad accovacciarmi dentro un buco a disegna</font><font color="#cccccc"><font color="#cccccc" size="2">re. Anche perch&eacute; gli unici formaggi che mi piacciono sono quelli in cui posso affondare i polpastrelli e succhiarli via con le labbra.&nbsp;<br /><br />E se invece li porti te i pastelli a cera?</font>&nbsp;<br /><br /><br /></font><font color="#cccccc" size="2">Ci sono state giornate alle quali ho provato a dare un senso come si fa con le pedine del Domino, cercando di far combaciare la facciata numerica con l'uno e l'altro pezzo inaugurando un serpentino d'avorio&nbsp;senza aver bene in mente dove andasse a terminare..&nbsp;Ce ne sono state altre in cui su questa stradina ci scivolavo, facendo zig-zag tra le buche, e&nbsp;trascorrendoci ore da sola o in compagnia di qualcuno..magari rimanendovi intrappolati.<br /><br />Troppa contentezza o sofferenza ti far&agrave; rammollire le gambe e volare la testa, e di questo ora ne sono pi&ugrave; che sicura dopo che ho sentito lievitare il corpo appena uscita dall'ufficio del professore con il mio primo voto dell'esame..e nella tranquillit&agrave; con cui mi sono gustata la prima sigaretta della giornata, ho visto le mie particelle positive danzare assieme ai sottilissimi gorghi grigi che fuoriuscivano leggeri dalla bocca. <br />Sono momenti in cui l'aria ti sembra essere di cartavelina colorata, che puoi ritagliare ed incollare a&nbsp;pezzettini su tutta la faccia, ed andartene cos&igrave; conciata per tutte le strade d'avorio del mondo senza badare alle buche.. <br />Di questo ora ne sono pi&ugrave; che sicura perch&eacute; rivedere mio padre e mia madre seduti allo stesso tavolo &egrave; stato come essere circondati da quei&nbsp;raggi laser che si mettono nei musei..dove ogni passo falso sarebbe stato fatale. Ma in fondo si trattava di trascorrere 3-4 ore facendo finta di saper <em>fare</em> facilmente una vecchia tipica&nbsp;famiglia, che viene disturbata dalla tv, distratta dai cellulare e discorde anche quando si trattava di mangiare le tartine con la majonese prima o dopo il salmone affumicato..<br />Bah.<br />E devo dire che di questo ne sono pi&ugrave; che sicura perch&eacute; sul&nbsp;letto di Armaus&nbsp;tremavo sul serio&nbsp;per le fitte allo stomaco che, da un anno a questa parte,&nbsp;mai come la settimana scorsa mi erano capitate..e mentre continuavo a tremare sul lettino del pronto soccorso con una flebo iniettata nel&nbsp;braccio, piangevo ed inumidivo tutti quei pezzetti di cartavelina che piano piano mi si staccavano dalle guance insieme alle speranze di guarire definitivamente da questo supplizio immotivato..<br />E ne sono pi&ugrave; che sicura, perch&egrave; alla fine di tutto&nbsp;c</font><font size="2"><font color="#cccccc">i sono pavimenti di poliestere e nel cielo un satellite che&nbsp;buca le nuvole, e&nbsp;l'intespazio che intercorre tra uno squillo e l'altro lascia in sospeso&nbsp;un &quot;pronto&quot; non commensurabile nella percezione temporale della sottoscritta.. e dopo tanti silenzi e tanti &quot;pronto&quot; siamo riusciti ad accarezzarla per intero la nostra sagoma di carne, ed ora&nbsp;c'&egrave; solo&nbsp;una giungla di ghiaccio nella quale mi avventuro, sentendomi come una scintilla in un kapiroska. <br />Il ghiaccio riflette l'immagine in modo sfocato..<br />Ne sono pi&ugrave; che sicura, perch&eacute; ogni volta muoio dalla voglia di parlarti sapendo che te m'ascolti..e muoio dalla voglia di riflettere nei tuoi occhi l'esigua sagoma di una donna che probabilmente hai visto solo tu e mi hai presentato l'altra notte, anche se forse &egrave; rimasta timidamente nascosta all'angolo delle tue labbra&nbsp;perch&eacute; non ha avuto l'audacia di&nbsp;presentarmisi di persona..e muoio dalla voglia&nbsp;di morirti tra le braccia ogni volta ed ogni volta rinascere pi&ugrave; forte.. nuda e sincera.. viva come ti ho sentito vivo&nbsp;dipingendomi curve e coriandoli sulla pelle ed avvinghiarmi stretta alla tua..<br /><br />Finisce cos&igrave;.<br /><br /><img alt="" src="http://www.eismobili.it/immagini/domino.jpg" /><br /><br /><br /><font size="3">Inizio cos&igrave;.</font></font></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Thu, 03 Jan 2008 18:40:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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   </item>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><img style="WIDTH: 441px; HEIGHT: 200px" height="200" width="267" alt="" src="http://i176.photobucket.com/albums/w181/MonellaRock/005675843002.jpg" /><br /><br /><font size="4">..YEAH..</font><br /><br /><br /><img style="WIDTH: 442px; HEIGHT: 221px" height="200" width="187" alt="" src="http://i176.photobucket.com/albums/w181/MonellaRock/005675843003.jpg" /><br /><br /><font size="5">...YEAHHH..</font><br /><br /><br /><br /><img style="WIDTH: 443px; HEIGHT: 200px" height="200" width="267" alt="" src="http://i176.photobucket.com/albums/w181/MonellaRock/elipatente.jpg" /><br /><br /><br /><br /><br /><font size="7">..OOH YEEEAHHHHH!!!!!</font></p>]]></description>
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       <pubDate>Thu, 13 Dec 2007 10:32:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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   <item>
       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font face="Arial" color="#ff3366" size="2">Ho vinto ed&nbsp;ho perso, ho ritrovato, ho scoperto, ho infagottato e gettato, ingoiato e sputato, immagazzinato, provato, escogitato. Ho vissuto stando a punta di piedi sulla superficie della corrente cercando di non affogare n&eacute; di rimanere fulminata. Ci sono riuscita?<br />Ohhh certo che no. <br />Mi &egrave; dispiaciuto?<br />Sai.. neanche poi tanto.<br /></font><font color="#ff3366"><font face="Arial" size="2">Di solito i pericoli li avverti davvero&nbsp;solo se ci sei vicino a 3 cm di distanza, e non rimangono solo teorie in potenza perch&eacute; hai avuto la curiosit&agrave; di metterle in atto.. come quando&nbsp;da piccola non mi piaceva troppo fare i castelli di sabbia con i secchielli, ma preferivo far colare la sabbia del bagnoasciuga inalzando pseudogotiche strutture irregolari, anche se mia madre mi strillava di non avvicinarmi alla riva perch&egrave; <em>no. </em>Ma a me piaceva il contatto con l'acqua.&nbsp;Anche solo con le mani.. E' da tanto che non decifro piu il pulviscolo dei residui luminosi che mi rimane impresso negli occhi quando li chiudo stringendoli forte. Vedo come dei puntolini luminosi stagliati su uno sfondo rosa carne..e delle linee ondulate che sembrano strisce di&nbsp;nastro isolante sul cielo, con stelle fisse, inchiodate, immobili, brillanti.&nbsp;Il gelato modellato con decise sciabolate di lingua non trova tempo per sciogliersi al sole, un sole che oggi &egrave; assente, anche se nel primo pomeriggio ha avuto occasione di mostrarsi seppure in maniera virtuale.&nbsp;Lo studio si infittisce e sadicamente la cosa mi intriga. Il caff&egrave; spazza via residui di stanchezza, gli ultimi brandelli di ricordi, ma non l'incertezza in cui vacillo.&nbsp;<br />Forse &egrave; l'impeto della corrente..<br /><br /><br /><img height="270" alt="" width="360" src="http://www.jammed.com/~mlb/blogpics/2005/11/biscuits.jpg" /><br /><br /><br />Queste ultime settimane si sono intrecciati i rapporti tra me e Kissmelicia, che a guardarle bene le mani scopro che ha i miei stessi pollici&nbsp;anche se lei le mani non le usa per scrivere perch&egrave; a quanto pare non si fa riassunti n&eacute; s'impegna a studiare, ma se si tratta di chiedermi il quaderno dei miei appunti per farci le fotocopie che poi puntualmente dimentica di fare,&nbsp;non esita a congiungerle di fronte al viso per pregarmi di scusarla. <br />E come non sorriderle e dirle di non preoccuparsi?.. -_-' <br />Ingoia. Cibo mediocre.<br />Si intrecciano i rapporti col GiankyTranky che ormai mi chiama Lisetta anche se tacitamente cerca di fregarmi la paga appoggiando le speranze di vecchio avaro sul fatto che io mi possa dimenticare di chiedergli&nbsp;i soldi&nbsp;che non mi ha potuto dare la volta precedente perch&eacute; non aveva da cambiarli..<br />Ingoia. Cibo scarso.<br />Si intrecciano i rapporti con mio fratello che ha dovuto <br />soffrire le pene dell'inferno per organizzare una serata in omaggio a <br />I. Bergman perch&egrave; il sindaco era rest&igrave;o a concedere degli spazi per eventi che non gli avrebbero fruttato un soldo, ma alla fine di gente ce n'era molta e lui si &egrave; emozionato, durante la sua introduzione,&nbsp;quel tanto da farmi crescere il segreto orgoglio che mi lega alla sua persona in maniera indissolubile. <br />Ingoia. Cibo buono.<br />Si intrecciano i rapporti con mio padre che finalmente ha trovato una casa non molto lontano da qui, anche se &egrave; spoglia e la mia camera sembra pi&ugrave; uno sgabuzzino per scope e spazzoloni.. <br />Ma nella cura con cui mi ha preparato la cena ho sentito una stretta al cuore nauseante..come quando mi ritrovai di fronte al parcheggio nuovo davanti casa dopo essere stata lontana per 2 settimane. <br />E' quella sensazione di vuoto che ti blocca le aorte, che ti fa pensare: <em>oh ma questa cosa da dov'&egrave; spuntata fuori? Prima non c'era..</em> Cos&igrave; come non c'era l'abilit&agrave; di mio padre nel cucinarsi un piatto di pasta..e ora lo vedi piegato davanti al forno a controllare che il salmone non vada a bruciarsi.. E dentro di me continuavo ad immaginarmi lui che per tutto questo tempo ha dovuto farsi le cose da solo, quindi anche imparare a cucinare, senza che io l'avessi mai assistito.. E trovare il piatto di pesce fumante e squisito davanti agli occhi &egrave; stato provare quello stesso senso di strana nostalgia e familiarit&agrave; che sent&igrave; qualcuno inzuppando un biscotto della Madelaine nel th&eacute;...<br />Ingoia. E' pur sempre cibo.<br /><br />Ho vinto ed ho perso, riguardo a ci&ograve;.<br />E' strano ed eccitante mangiare quando si ha fame.<br />Chiss&agrave; quante volte l'ho dimenticato.<br />E quando la sensazione di benessere avvolge il tuo stato di salute, ti senti come Brian in Velvet Goldmine, in cui unghie laccate, lustrini e strass sulle tue gote ti rendono divino ed immortale, giustificato a fare e a dire ci&ograve; che vuoi anche se&nbsp;una buona&nbsp;parte delle tue azioni sono comandate da pulsioni impulsive, sfrenate, eccitanti e meravigliosamente lascive come non provavi da molto, partite da incidenti di posizione e traslazione di corpi giovani in letti morbidi e caldi anche se dentro sei gelida e tremi spasmodicamente.<br />Ma cosa nella vita ha realmente senso? Cosa c'&egrave; davvero alla fine della corsa? Da quale mano afferrerai le forbici per tagliare il nastro rosso del traguardo? E' tutto celato dal Tempo che ancora non hai vissuto, dai pensieri che ora sono scritti a matita nel tuo cervello&nbsp;ma non sei ancora maturo e sicuro per ricalcarli a penna.<br />&nbsp;E' tutto cos&igrave; instabile qui, ma magnifico.<br />Ci sei te, cos&igrave; lontano ma continuamente presente come un'ombra dinnanzi alle mie pupille, su cui non c'&egrave; che una cartina di tornasole e qualche centinaio di km che divide le mie iridi dai tuoi graffi sul mento..<br />E poi ci sei te, cos&igrave; vicino ma essenzialmente lontano anni luce da quella che sono diventata..e capisco che la causa si trova sotto colline di gonne scozzesi e catenelle punk, perch&eacute; &egrave; l&igrave; che ti ho mostrato la genuinit&agrave; della mia persona, prima del cambio di stagione..<br />E poi sei arrivato te, lentamente timido e loquace pescatore di intimit&agrave;, come un lampo,&nbsp;gigante forchetta gialla, ad assaggiare tutti i pensieri rimasti ancora inalterati nel mio piatto&nbsp;eppure in continua evoluzione..<br />E poi ci sono io che vi impasto, vi impasto e vi impasto, uomini, donne, fanciulli scalpitanti che saltate sulle corde dove spesso vi tengo, impasto umani e disumani, impasto luoghi e odori, impasto come foste fatti tutti&nbsp;di crema e vaniglia, o di zenzero..perch&eacute; vi&nbsp;si digerisce prima.</font><font face="Arial" size="2">&nbsp;<br /></font><font face="Arial" color="#ff3366" size="2">Impastare.<br />Dosare.<br />Zenzero,&nbsp;biscotti allo zenzero.<br />I biscotti marmellatosi.<br />Biscotti.<br />Quando impasto tutto sparisce.. <br />spiano la mia mente, appiattisco i nervi.<br />Un sentiero di zenzero dovremmo averlo tutti da qualche parte,<br />una strada che si spiana con il mattarello dell'immaginazione, piena di esserini che saltano con la corda..<br />e se l'impasto &egrave; troppo secco, se la vita ti si sgretola tra le mani, <br />prova ad aggiungere un po' di latte,<br />e se l'impasto &egrave; ansia che ti&nbsp;si appiccica alle dita&nbsp;<br />cospargiti di farina.<br />Basta questo.</font></font><font face="Arial" size="2"> <br /></font></p>
<p align="center"><font face="Arial" color="#ff3366" size="2">E quando tutto crolla, quando i binari sembrano sterminati, un gomitolo inesauribile che cade e si intreccia disordinatamente,&nbsp;io so che ci sei.. e se chiudo gli occhi quasi ti posso vedere seduto a me che stringi forte gli occhi&nbsp;perch&egrave; hai dormito poco..&nbsp;E il cielo &egrave; gommapiuma sopra di noi, il cielo &egrave; lo stesso anche se lo vediamo da due posti diversi. MA con speranze diverse.&nbsp;Il cielo &egrave; un tappeto elastico sul quale saltiamo insieme, e subito non siamo pi&ugrave; cosi lontani.. Le nuvole sono i cuscini con i quali combattiamo con la luce della&nbsp;luna sul viso, e poi stringiamo accasciandoci sfiniti, con il fiatone,&nbsp;aspettando la nuova alba da fotografare con la mente e col cuore che nel frattempo ha cominciato a palpitare.&nbsp;</font></p>
<div align="center"><font face="Arial"><font size="2"><font color="#ff3366">E poi il mio forno non ha i gradi scritti in alto ma simboli da * a *****,<br />il tempo di cottura si calcola in base all'intensit&agrave; dell'odore con cui la stanza viene pervasa e del colore dorato che assumono i biscotti, e ricorda che se si bruciano alla base sono pi&ugrave; buoni.<br />E quando non&nbsp;ti riesce&nbsp;di camminare sul sentiero allo zenzero perch&eacute; l'impasto ti &egrave; venuto troppo molliccio, prendi un secchio bello grosso e rovescia il tutto sui binari del treno, quello che passando ingoia tutto, dove va va, assieme alla gente che viene e poi riparte,&nbsp;con la&nbsp;nostalgia che ti lascia sulle labbra assieme alle briciole dei biscotti..</font><br /><br />Ma chiss&agrave; dove saremo noi..</font></font></div>
<p><font face="Arial" size="2">&nbsp;</font></p>
<div align="center"><font face="Arial" color="#ff3366" size="2"></font></div>]]></description>
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       <pubDate>Sun, 02 Dec 2007 20:43:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[                            >]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font color="#339966" size="2">Sparire e ricomparire. Assentarsi e presentarsi. Abbassare la testa ed annuire al sole nascente, che ti abbraccia, ti seduce e ti abbandona sino al mattino seguente.. senza lasciarti tempo di restarci male perch&eacute; hai la consapevolezza del suo ritorno. <br />Peccato non accada cos&igrave; anche tra esseri umani. <br />Peccato.<br /><br />Nell'attesa, scribacchio qualcosa che ha la forma di tante spirali intrecciate sul mio taccuino dei ''comanda'', mentre alzo lo sguardo verso l'uscita senza scorgere nessuno che abbia cos&igrave; tanto coraggio da mettere il naso fuori porta, in una serata cos&igrave; fredda.. Scribacchio spirali tra un appunto inciso sul block notes ed il numero di telefono di Federiconoico e la sua amica che non fa che ripetermi &quot;uh ma i tuoi occhi sono verdi..io esco pazza per gli occhi chiari&quot; mentre si cerca le sigarette nella tasca della borsa a tracolla. Le spirali risucchiano tutto, dalla punta della penna alle punte dei tuoi capelli, le puoi&nbsp;disegnare come Gabricius faceva con le dita in mezzo alla sala, testa fluttuante al ritmo di elettronica ed immagini sparate nel vuoto. Spirali dalla bocca che ti grattano l'esofago all'ennesimo ingoio. Suono, drum, bassi, batteria tuz tuz nella&nbsp;nostra testa, nelle nostre gambe che vibrano impeccabilmente..&nbsp;Eppure ci immagineresti com'eravamo pochi anni fa, noi piccoli, noi che disegnavamo spirali colorate su fogli F4 ed ora in cielo, tra le nuvole, tra i vapori, tra i suoni. Noi cresciuti ed avvolti da fonemi per comunicarci pensieri, noi avvolti da sguardi per comunicarci&nbsp;segreti.. noi avvolti da silenzi per&nbsp;urlarci che siamo vivi.&nbsp;Noi&nbsp;adesso, ragazzi, cullati&nbsp;in mezzo ai fragori&nbsp;mentre l'echeggiare battuto&nbsp;&egrave; comparabile al cuore di una madre che calma un bambino nel suo utero di calcestruzzo, acciaio, e cablaggio elettrico. Noi che fummo disegnati posteriori in questo utero.. e nel calore, l'umidit&agrave;, e l'oscurit&agrave; di esso,&nbsp; nascemmo con un unico&nbsp;scopo: accettare i nostri spazi e i nostri corpi..perch&eacute; noi siamo tutti uguali. Non solo all'oscurit&agrave; ed a noi stessi, ma alla musica&nbsp;che ci martella dentro&nbsp;e passa attraverso le nostre anime: noi siamo tutti uguali. Ed in quel luogo&nbsp;denso di&nbsp;Hz potremmo sentire la mano di Dio sulle nostre schiene, mentre ci spinge a spingerci l'un con l'altro&nbsp;per farci toccare, accarezzare, abbracciare, ammazzare. Ci spinge per&nbsp;fortificare le nostre menti, i nostri corpi, ed i nostri spiriti. Ci spinge a disegnare spirali che non abbiano fine, ma che si intrecciano alle estremit&agrave; per costruire una bolla capace, almeno per una&nbsp;notte,&nbsp;a proteggerci dagli orrori, dalle atrocit&agrave;&nbsp;e dall'inquinamento del mondo di fuori. &Egrave; nell'agglomerazione di attimi e spermi che ognuno di noi &egrave; veramente nato.&nbsp; Molecole in simbiosi.<br />&nbsp; <br />Noi continuiamo a comprimere i nostri corpi in muri dipinti e adornati, o in&nbsp;negozi all'ingrosso, o in&nbsp;edifici fertili, o in campi da gioco senza spighe dorate.. ma&nbsp;piene di&nbsp;palloni, palle rotte e pallottole spuntate da qualche arma timida..&nbsp;La vita forte, palpitante, vibrante &egrave; la&nbsp;forma pi&ugrave; pura per noi giovani.. la&nbsp;pi&ugrave; intensa, pi&ugrave; edonistica, pi&ugrave; sgarbata. In questi spazi di ripiego, noi cerchiamo di versarci del carico dell'incertezza per un futuro&nbsp;che il passato e il presente&nbsp;non&nbsp;sono stati capaci di indicarci,&nbsp;di stabilizzare ed assicurare per noi. Noi cerchiamo di abbandonare le nostre inibizioni nel ballo sfrenato di drum, bass ed elettronica. Noi cerchiamo di riscrivere la programmazione che&nbsp;il destino&nbsp;ha tentato di addottrinarci fin dal momento in cui noi vedemmo la luce. L&agrave; fuori ci programmano&nbsp;tutti.. da quello che ci&nbsp;avezza il nemico ideale&nbsp;per odiare, quello ci d&agrave; regole morali&nbsp;per giudicare, a&nbsp;quello che&nbsp;ci&nbsp;consiglia l'abito pi&ugrave; adatto per dimenarsi&nbsp;nel miglior buco di piccione possibile.&nbsp;E poi ci siamo noi, gli esseri umani pallidi e ingenui, che ci affanniamo in&nbsp;salti mortali&nbsp;attraverso dei cerchi infuocati cercando&nbsp;di uscire dai&nbsp;labirinti e dalle&nbsp;ruote di criceto&nbsp;color grigio metallizzato. E ci illudiamo di mangiare il cibo pi&ugrave; dolce.. quando invece non ci accorgiamo di&nbsp;venir sempre imboccati&nbsp;dal cucchiaio d'oro&nbsp;zecchino. Loro ci stanno alimentando e al contempo&nbsp;si nutrono&nbsp;delle nostre menti e dei nostri obiettivi raggiunti.<br />&nbsp; <br />E sar&agrave; cos&igrave; finch&eacute;&nbsp;i raggi di quel&nbsp;sole che nemmeno aspetti pi&ugrave; con eccitazione, perch&eacute; tanto sai che torna sempre,&nbsp;non verr&agrave; stavolta a&nbsp;scottare i nostri occhi, rivelando la realt&agrave; di un mondo&nbsp;che loro&nbsp;hanno creato per noi.. anche se il&nbsp;venerd&igrave;&nbsp;e il sabato, noi carni fresche,&nbsp;balliamo ferocemente coi nostri fratelli e sorelle in celebrazione della nostra vita, della nostra cultura e dei nostri&nbsp;valori.. che dimostreremo di avere barrando una casella con la matita indelebile alle prossime elezioni.&nbsp;&nbsp;<br />&nbsp; <br />Il nostro nemico di scelta &egrave; l'ignoranza. La nostra arma di scelta &egrave; l'informazione. Il nostro crimine sta nel non scegliere o, peggio, di farci andare bene la prima arma che ci capita sottomano. </font></p>
<p align="center"><font color="#339966" size="2">Ma&nbsp;ci sono&nbsp;cose che non si possono spegnere... L'odio, la vendetta, l'indifferenza, i favori, il pareggiamento dei conti, la tragedia, la commedia fasulla, la discriminazione.. ma soprattutto&nbsp; il lento, ineluttabile ed agoniante&nbsp;suicidio di massa verso cui TUTTI ci stiamo dirigendo.<br /><br />Siamo bestie. E siamo&nbsp;tutti colpevoli.<br /><br /><br />Io mi accodo alla fila di anime dannate, ma nei miei danni tengo alta la bandiera della speranza, perch&eacute;&nbsp;quei &quot;Tempi Migliori&quot; a cui amo riferirmi, sono quelli verso cui voglio portare te, che stai leggendo, i bambini che avr&ograve; e le nuove persone che trovo sparse per strada inghiottite da spirali senza capo n&eacute; coda.<br /><br />Nel frattempo, loro ce la creano e noi ce ne approfittiamo.. perch&eacute; tuttavia nessuno&nbsp;pu&ograve; spegnere mai la festa&nbsp;che ci hanno organizzato. Ne siamo riconoscenti e ne siamo divenuti soci. La sento nella mia testa e nelle mie gambe che danzano vibranti come venerd&igrave; scorso, laddove tutto era stato programmato ma non i&nbsp;nostri&nbsp;pensieri a cui&nbsp;loro non hanno accesso.&nbsp;Non possono spegnere&nbsp;quell' interruttore.. Siamo noi&nbsp;a crearci delle sinfonie.<br /><br />La musica non fermer&agrave; mai.<br />Il battito cardiaco non si affievolir&agrave; mai. <br /><br />La festa non finir&agrave; mai..<br /><br /><br /><font size="6">- f i n e -</font> </font></p>]]></description>
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       <pubDate>Sun, 11 Nov 2007 21:31:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="center"><font color="#cc3366" size="2">Talvolta trascorri&nbsp;i tuoi&nbsp;giorni come se&nbsp;ti trovassi a camminare&nbsp;sulle&nbsp;linee di un pentagramma.. inizi con un passo regolare e piatto, poi ti imbatti in una nota di SI, inciampi nel puntino e cadi nel bequadro; dunque ti aggrappi&nbsp;alla coda di una Croma, torni sullo spazio&nbsp;del&nbsp;Do centrale, scavalchi&nbsp;il rigo che divide le battute e ti siedi sul rettangolino della pausa Semibreve. Ti accendi una sigaretta e aspetti di scivolare sul ghirigoro della prossima chiave&nbsp;di Sol. <br />Ma solo quando non ci sono troppi accostamenti ritmici puoi approfittarne per crearti una sinfonia in testa.. </font><font size="2"><font color="#cc3366"><font face="Verdana">C'&egrave; qualcosa che si rigira insieme a me nel letto la notte, e durante il giorno si appiccica addosso come lo zucchero a velo quando si bagna, si addensa, si agglomera e perde tutta la sua magia. C'&egrave; una vita stropicciata da una parte, ci sono mani rovinate, smalti che si grattano via, ci sono pupille a spillo e maniche alzate ci sta un&nbsp;mondo che quasi non ti immaginavi e ora anche se non ci stai dentro, ti senti sporca solo guardandolo dall'esterno. Ti destabilizza, ed io&nbsp;non riesco a fare nulla.. al massimo mi spiaccico contro&nbsp;la finestra della mia stanza&nbsp;per qualche minuto a tracciare disegni con le dita sulle parti appannate.. E' angoscia distillata, &egrave; una&nbsp;polvere di zucchero&nbsp;dritta&nbsp;su per il naso&nbsp;che faccio finta di aver dimenticato di imprimere negli occhi, ma solo adesso mi rendo conto di essere stata una povera cretina a lasciarglielo fare, limitandomi di dirle che quella roba &egrave; una merda, con cui non voglio aver nulla a che spartire, e&nbsp;con la quale non vale la pena di ascendere dai sensi se il prezzo da pagare &egrave;&nbsp;quello per pagarti la prossima dose. E ucciderti pian piano. Compagna Thinky&nbsp;&egrave; caduta nella rassegnazione, nell'inappetenza colmata dalla sniffata&nbsp;annoiata, nell'insensatezza di una nuvola girovaga, nella scontatezza di ogni sua menzogna, nell'impossibilit&agrave; di trovarsi alternative. E se tutti i nodi tornano al pettine, nella stessa quantit&agrave; mi rimangono bloccati in gola per la mia mancanza di premure nei suoi confronti..&nbsp;ma, a volte, l'amarezza della verit&agrave;&nbsp;si ingoia in fretta per sentire meno il saporaccio del retrogusto. Un bicchier d'acqua e sparisce del tutto.. Peccato che la sostanza rimarr&agrave; a galleggiare a lungo nel tuo intestino. La sappiamo tutti la storia dell'olio..<br /></font><br />E non potrebbero passare altrimenti le giornate della mia ''Vita Nova'', tra un boccone di sole nel giardinetto di fronte alla Facolt&agrave; e un assaggio delle&nbsp;esistenze di chi si incontra sui banchi.. Tutti chini ed accondiscendenti verso un Sapere originale&nbsp;da ascoltare, le chiavi di volta&nbsp;per chi ha creativit&agrave; da elaborare e mettere in pratica. Nulla di pi&ugrave; gratificante. Nulla di pi&ugrave; gratificante che specchiarsi negli occhi delle persone che hanno la tua stessa luce, il tuo stesso entusiasmo, la tua stessa passione, il tuo stesso sonno.<br />E se questi occhi hanno il colore del mare e le pupille grandi ed attente ai tuoi sorrisi, l'effetto benefico crescer&agrave; in correlazione alla voglia di farne altri ancora.. E' proprio vero che la serenit&agrave; ti piomba addosso come un boomerang lanciato tempo prima per una perlustrazione. Stavolta non mi scanso. Non adesso che ho trovato la quiete. Non adesso che ho imparato a ridere di cuore. Non adesso che ho ritrovato i miei due migliori amici. Non adesso che riesco a parlare apertamente del passato. Non adesso che la mia pelle &egrave; tornata bianca. Non adesso che sono entrata nelle grazie di GiankyTranky. Non adesso che c'&egrave; intesa con la Mutter. Non adesso che mi sento pronta a rimettermi in gioco&nbsp;al gioco a cui non partecipavo a priori...<br /></font></font></p>
<p align="center"><font size="2"><br /><font color="#cc3366">Vita.</font></font></p>
<p><font size="2"></font></p>
<p><font size="2"></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 29 Oct 2007 23:06:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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       <description><![CDATA[<p align="center"><font color="#6699cc" size="2">Ebbra di volenteroso stress, affogo nelle parole contenute nel mio cervello ma&nbsp;che non aderiscono alla padella della ragione. La bocca sa di pompelmo e broccoletti,&nbsp;e si impasta della consapevolezza di una postura scorretta&nbsp;assunta per&nbsp;quasi 9 ore. Di mattina, fare la strada a piedi da casa mia al treno &egrave; sempre una gioia..una goduria: l'aria &egrave; cos&igrave; fresca e genuina&nbsp;che ti fa sentire orgogliosa di esistere, di respirare quell'ossigeno&nbsp;incontaminato prima che la&nbsp;valanga di gente vagabondante cominci a calpestare&nbsp;l'asfalto. Alle 7.06 il treno dei desideri &egrave; l&igrave;, quieto, che mi attende a labbra spalancate per inghiottirmi assieme ai miei entusiasmi per la nuova ed ambita m&eacute;ta..Di nuovo si parte, di nuovo appoggio i miei pensieri sul finestrino.&nbsp;L'universit&agrave; &egrave; un sogno che aleggiava sempre nelle mie fantasie; e solo ora che percorro frammenti di &quot;dej&agrave;-vu&quot; percepisco tutti quei dettagli appena abbozzati&nbsp;in giorni e giorni di preghiere..&nbsp;ed allora vedi i corridoi ampi e stracolmi, le&nbsp;luci sparse,&nbsp;l'odore di caff&eacute;,&nbsp;gli ingressi larghi&nbsp;e le aule numerate, i microfoni sulle cattedre e le scrivanie oblique..&nbsp;Cos&igrave; ho pensato che&nbsp;i sogni dovrebbero essere lavati a mano, per renderli puliti e&nbsp;pronti da risporcare, ...e poi di nuovo strizzati e disposti per quelli&nbsp;da riformulare.. ma solo&nbsp;le volte in cui realizzi quelli pi&ugrave; sofferti, noti che solo con la tua passione e la&nbsp;tua determinazione riuscirai a tenerli sempre&nbsp;immacolati. Non so se mi spiego. <br />C'&egrave; questa forte sensazione&nbsp;di essere&nbsp;approdata&nbsp;su una&nbsp;nuova terra, con indigeni divisi per ranghi e abilit&agrave; oratorie..ed&nbsp;ogni capanna nasconde un tesoro prezioso, contenuto&nbsp;in forzieri da dischiudere facilmente con le orecchie e con la penna.<br />Torni a casa sfinita&nbsp;ma felice, e nemmeno l'angolo pi&ugrave; familiare ti sembra pi&ugrave; cos&igrave; squallidamente noto. Ti verrebbe voglia di&nbsp;urlare al mondo ogni istante che hai trascorso in&nbsp;esplorazione, ma per la stanchezza non riesci a fare un fiato, e le parole si raschiano dallo stomaco come quando col cucchiaino cerchi di prendere&nbsp;la marmellata&nbsp;che &egrave; rimasta sul fondo del barattolo e non vuole uscir fuori,&nbsp;trasformando&nbsp;i tuoi polpastrelli&nbsp;in pennellini di Cocolina. <br />Ma l'essere un impiastro &egrave; una mia prerogativa!.. <br /><br /><strong><font color="#ffcc00">O_______O</font></strong><br /><br /></font><font size="1"><font color="#6699cc" size="2">Dentro il televisore nuotano i pesci. Gli spettatori sono pecore mute. Tra queste due categorie di bestie, non si sa chi debba avere&nbsp;per prima l'esenzione dalla parola. Se&nbsp;finora non ho mai parlato di politica nel mio blog, &egrave; solo perch&eacute; non voglio cadere nell'errore che fanno molti, ossia&nbsp;avere&nbsp;idee confuse e&nbsp;carenza di informazioni attendibili. Ma la politica la seguo, uh! se la seguo.<br />La seguo senza per&ograve; dare giudizi. Provo ad essere coerente. Mi sono astenuta dal voto per il Partito Democratico. Non biasimatemi, ma non credo nella&nbsp;qualit&agrave; di una minestra scaldata&nbsp;cento volte. <br />E qui, mi fermo.<br />&nbsp;Le stelle filanti per contorno mi risultano indigeste, ci sono due mani che intrecciano caucci&ugrave; e liquirizia. Gli studi sul vaccino per la prevenzione del pragmatismo fanno grandi progressi..&nbsp;tengo alta la bandiera dell'arrangiamento&nbsp;adottato per l'occasione.&nbsp;<br />Disegno&nbsp;onde gamma e spaghetti al pomodoro. Borotalco e cenere, e di nuovo acciaio, metallo e delirio.<br />I rumori catturati in spesse nuvole di smog. <br />Sono a casa e spengo tutto.<br /><br /><br /><br />&#91;...*...&#93;<br /></font><font color="#0180fe"></font><font color="#0080ff"></font></font></p>]]></description>
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       <pubDate>Mon, 15 Oct 2007 22:26:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>OperettAmorale</dc:creator>
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